Le perle sono state apprezzate fin dai primordi, quando l’uomo primitivo le scoprì lungo le spiagge marine e fluviali dove andava
in cerca di cibo. Nessun altro oggetto usato come ornamento personale ha mantenuto per così a lungo tempo una posizione
tanto privilegiata. Condivide gli onori di gemma per i nati nel mese di giugno con la pietra di luna e l’alessandrite.
Gli Egiziani, i Persiani e gli Indiani le tennero in grande considerazione e, tramite loro, vennero conosciute dai Romani. Uomini
e donne gareggiavano nell’uso delle perle come ornamento. Le donne romane le portavano persino durante il sonno per
ricordarsi al risveglio delle loro ricchezze.
Le perle portate dall’Oriente dai Crociati ne ampliarono probabilmente la fama in Europa. Nei secoli successivi vennero usate
con tale profusione come ornamento da nobili, dame e cavalieri, che un certo periodo venne denominato “Epoca della perla”.
La perla era riconosciuta ed apprezzata come gemma reale. I regnanti gareggiavano l’uno contro l’altro nell’uso stravagante delle
perle ed
alcuni emanarono persino leggi che ne limitassero l’uso tra i propri sudditi. Nel 1530 i funzionari di Augsburg permisero alle
mogli dei nobili di avere quattro vestiti di seta, ma proibirono l’uso delle perle.
Le migliori qualità di perle coltivate sono meravigliose e attraenti. Possiedono il colore, la lucentezza, la tessitura e le altre
caratteristiche esterne di una perla naturale.
Benchè le perle coltivate blister fossero già prodotte da molto tempo, quelle coltivate sferiche erano sconosciute prima del ‘900.
Ai primi di questo secolo tre giapponesi fecero numerosi esperimenti nel tentativo di produrre perle coltivate sferiche.
In Giappone le perle vengono “coltivate” in allevamenti, nel senso che vengono curate come gli agricoltori si prendono cura del
raccolto, ma per molte persone il termine “coltivato” ha un significato più attraente, allo stesso modo in cui questi preferiscono i
fiori coltivati a quelli selvatici. Il termine “di coltura” può implicare anche perfezionamento o miglioramento - quindi un prodotto
più valido - ma la definizione biologica della parola offre buoni motivi perché venga preferita, in quanto indica la crescita
organica, stimolata e controllata dall’uomo.
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