Le superstizioni associate al corallo sono molte e variate. Per i popoli antichi era importante non solo dal punto di vista della
bellezza, ma era anche ampiamente usato per scopi terapeutici. Macinato in polvere fine e mescolato ad acqua o vino, si
diceva che curasse un ampio assortimento di malattie. Inoltre si credeva che avesse il potere di difendere dal male, conferire
saggezza, fermare il flusso del sangue ed allontanare la febbre.
Tra i Romani, rami di corallo venivano appesi al collo dei bambini per proteggerli dal pericolo. Una credenza della potenza del
corallo come amuleto continuò ad essere mantenuta durante tutto il periodo medioevale, e persino in questo secolo, in Italia è
stato portato come protettore del “malocchio”, e dalle donne come cura contro la sterilità. Benché Plinio metta in risalto con
disprezzo la maggior parte delle esagerazioni degli stregoni dei suoi tempi riguardo gli amuleti ricavati da materiali da gemma,
egli riferisce le loro affermazioni, secondo le quali il corallo tranquillizza le onde del mare e lo rende calmo. Inoltre, egli
racconta come essi affermassero che riparava dai lampi e dai terribili uragani chi lo indossava.
Durante il culmine della civiltà romana, era un fatto accettato che un collare per cane con corallo e pietra focaia agisse come
rimedio positivo contro l’idrofobia. Ancora un’altra credenza riguardava la preparazione e l’uso di una “tintura di corallo”. Dopo
un lungo e tedioso processo di riscaldamento di un ramo di corallo in cera fusa l’immersione del prodotto risultante in alcool, si
otteneva alla fine un liquido rosso. Non solo si diceva che fosse un tonico eccellente, ma, causando traspirazione e un’azione
diuretica, si supponeva che avesse il potere di allontanare dal corpo “umori cattivi”.
Tra le credenze più diffuse dei primi secoli, vi era la teoria secondo la quale il corallo rosso cambiasse tinta secondo le
condizioni di salute di chi lo indossava.
Il corallo è una delle pietre preziose più popolari tra gli abitanti del Tibet. A parte il valore estetico, ha un profondo significato
religioso in quanto il rosso è il simbolo di una delle incarnazioni di Buddha. Durante una visita nel Tibet nel XIII sec., Marco
Polo, l’esploratore italiano, notò l’uso predominante del corallo sia come ornamento personale che per quello degli idoli nei
templi.
Il corallo è un prodotto dei mari caldi e viene trovato in tutto il mondo in acque tropicali e subtropicali. Per tradizione la fonte
più importante di materiale bello è il mar Mediterraneo. Nelle aree lungo le coste della Tunisia, Algeria, Marocco, Sardegna e di
gran parte dell’Italia vengono pescate le qualità più attraenti. Viene trovato anche al largo delle coste della Corsica, Catalogna e
Provenza. Altre fonti sono le acque costiere dell’Irlanda e del Giappone. Benché sia stato trovato a profondità di 300 m., di
solito il corallo cresce in acque poco profonde, vale a dire dai 3 m. ai 15 m. Il colore sembra schiarire in generale, con la
profondità, in tutte le specie d’acqua bassa dell’Atlantico e dell’Oriente, ma gli esemplari d’acqua fonda delle coste giapponesi
sembrano di colore più scuro.
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